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odontostomatologia veterinaria

I tumori non odontogenici primari in cavità orale sono piuttosto frequenti nelle specie felina e canina e rappresentano circa il 6 % di tutti i tumori riscontrati in questi animali.
La maggior parte delle lesioni neoplastiche che si riscontrano in cavità orale sono maligne ,
esse manifestano una crescita rapida e diffusa,
infiltrazione locale, ulcerazione, spesso dolore.
La gengiva, la mucosa della bocca ed il palato sono i siti più frequentemente colpiti,
la rapida metastatizzazione è in relazione ad alcuni tipi di questi tumori.
Negli esempi esposti qui di seguito si ritrovano alcune delle lesioni neoplastiche orali più comuni nel cane e nel gatto.



Caso 1. Melanoma della mandibola in un pastore tedesco di 8 anni


Questo soggetto presentava una grande massa neoplastica a ridosso della mandibola destra,
i linfonodi sottomandibolari omolaterali risultavano colpiti ma l’esame rx del torace non evidenziava metastasi.


Caso 1. Guarigione locale dei tessuti


Il cane viene sottoposto ad un intervento di mandibulectomia segmentale ed ablazione dei linfonodi regionali colpiti.


Caso 1. A 2 mesi dall’intervento.


Questa immagine mostra il cane perfettamente guarito dopo l’intervento .
Non sono presenti segni di ricrescita tumorale e la funzione masticatoria è più che soddisfacente.

Questo soggetto ebbe 6 mesi di vita molto serena con i suoi proprietari,
poi fu sottoposto ad eutanasia per la comparsa improvvisa di metastasi.


Caso 2. Melanoma della mascella in un cane meticcio di 10 anni.
La lesione mostrata nell’immagine era stata gia rilevata da diversi mesi ma tardivamente sottoposta all’attenzione dello specialista ,
i linfonodi regionali risultavono bilateralmente positivi all’esame citologico.


Caso 2. Melanoma ,Rx torace evidenzia la presenza di metastasi.


Durante la fase di stadiazione della lesione si riscontrava la presenza di metastasi in cavità toracica,
i melanomi hanno la caratteristica di metastatizzare precocemente,
in mancanza di una diagnosi precoce questo soggetto è divenuto rapidamente inoperabile.


Caso 3. Fibrosarcoma anaplastico

Questo york shire terrier di 10 anni venne presentato con questa lesione neoplastica che disloca alcuni premolari mascellari a causa della sua forsa espansiva,
si tratta di una lesione molto aggressiva dell’osso e dei tessuti molli.
i linfonodi efferenti regionali omolaterali risultavano positivi all’esame citologico
per la presenza di cellule giganti istiocitiche.

il cane non è stato operato per la povertà della prognosi.


Caso 4. Fibrosarcoma del palato in un rottweiler di 7 anni.

Questo soggetto viene presentato alla visita dopo che il suo preprietario giocando aveva notato la presenza di una lesione lussureggiante a ridosso dei premolari e molari mascellari,
in questo caso è stata possibile una diagnosi precoce.


Caso 4. Fibrosarcoma rotweiler

Durante la fase di stadiazione della lesione neoplastica,
è sempre necessario effettuare una tac craniale per valutare accuratamente i margini chirurgici da ottenere per poter debellare la lesione.
In questo caso i seni paranasali non sembravano coinvolti.
La tac risulta essere un esame fondamentale quando ci si propone di operare l’animale affetto da lesioni che coinvolgono i seni paranasali.
Comunque l’esame istologico della lesione escissa evidenzio l’interessamento dell’osso mascellare,
il che non appariva dall’esame tomografico eseguito.
Questo dimostra che per poter effettuare una corretta stadiazione delle lesioni neoplastiche in cavità orale,
sono necessari una serie di esami complementari tra di loro,attraverso la comparazione dei diversi esami eseguiti è possibile definire in maniera accurata la natura e l’evoluzione delle lesioni neoplastiche ,
_ al fine di un adeguato intervento terapeutico o, quanto meno ,
a definire una prognosi veritiera per quei soggetti con un grado avanzato di malattia.


Caso 4. Guarigione tessuti a 3 mesi

Il soggetto descritto in virtù di aver avuto una diagnosi abbastanza precoce di neoplasia orale maligna .
Ha avuto il trattamento chirurgico più appropriato con escissione della lesione e dei linfonodi efferenti.
L’esame istologico effettuato su un campione " en bloc" ha confortato sulla completezza della escissione tumorale.Il soggetto appariva clinicamente guarito.
Il cane a 1 anno dall’intervento manifestò una ricrescita tumorale e dopo una ulteriore vacanza in montagna con il proprietario fu sottoposto ad eutanasia.
L’intervento in questo caso risultò pallitivo della patologia ,
ma il cane ebbe 1 anno di vita buona in più.


Carcinoma a cellule squamose della guancia in un meticcio di 11 anni

Questa lesione era stata trattata con cortisonici ed antibiotici senza successo prima della diagnosi.
Un semplice esame citologico ha permesso di effettuare contestualmente anche l’intervento chirurgico senza dover sottoporre il cane ad una seconda anestesia .
Successivamente la diagnosi fu confermata dal patologo che ha effettuò l’esame "en bloc" della lesione compreso l’esame dei margini chirurgici.

Condizioni favorevoli alla escissione completa della lesione sono principalmente la diagnosi precoce e la perifericità delle lesioni.

In questo soggetto le precondizioni erano favorevoli :

Linfoma solido

Trasposizione di lembi per correggere il difetto causato dall’escissione della lesione.

Cani

Tumori orali primari non odontogenici nei cani

L’importanza della prognosi
mercoledì 20 dicembre 2017.